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California: 21 giugno - 06 luglio 2008
Sabato 21 giugno: Milano - San Francisco
Domenica 22 giugno: San Francisco
Lunedì 23 giugno: San Francisco
Martedì 24 giugno: San Francisco - Monterey
Mercoledì 25 giugno: Monterey - Three Rivers
Giovedì 26 giugno: Three Rivers - Oakhurst
Venerdì 27 giugno: Oakhurst - Bishop
Sabato 28 giugno: Bishop - Furnace Creek
Domenica 29 giugno: Furnace Creek - Las Vegas
Lunedì 30 giugno: Las Vegas
Martedì 01 luglio: Las Vegas - Santa Barbara
Mercoledì 02 luglio: Los Angeles
Giovedì 03 luglio: Santa Barbara
Venerdì 04 luglio: Santa Barbara
Sabato 05 luglio: Los Angeles - Milano
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Sabato 21 giugno: Milano - San Francisco
Partenza da Milano Malpensa, Terminal 1, con volo American Airlines per il JFK di New York dove abbiamo la coincidenza per San Francisco. Nonostante abbiamo solo un'ora e il volo da Milano abbia quasi
mezz'ora di ritardo (la solita Malpensa), i controlli di dogana e la consegna dei bagagli è supersonica e prendiamo la coincidenza American Airlines per San Francisco. Dopo 15 ore di viaggio arriviamo
a San Francisco alle 18:30 ora della west coast. La metropolitana BART ci porta in 20 minuti al Cartwright Hotel in Powell Street, nei pressi di Union Square, in pieno centro.
Siamo veramente a pezzi ma usciamo comunque per la cena e per un giro iniziale della città.
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Domenica 22 giugno: San Francisco
Complice il jet lag siamo svegli ben prima della sveglia. Usciamo per una colazione dall'onnipresente Starbucks Cofee ed iniziamo la visita dal Golden Dragon Gate di Chinatown.
Il quartiere cinese è incredibile, sembra un mondo a sè all'interno della città. Usciti da Chinatown passeggiamo tra i grattacieli del Financial District tra cui spicca la Transamerican Pyramid
e giungiamo in Columbus Avenue, luogo di nascita della Beat Generetion con i luoghi simbolo del movimento, il Vesuvio Cafè e il City Lights Bookstore.
Salita, faticosa, su Russian Hill, per godere dello skyline di San Francisco, tra cui spiccano Alcatraz ed il Bay Bridge, e sosta in un bar italiano per Italia - Spagna.
Pranzo al Pier 39, con i suoi chiassosi leoni marini, e via a piedi verso il Golden Gate, simbolo indiscusso della città. Nonostante l'estate, la cima dei piloni che sostengono il ponte è avvolta dalla nebbia
che gli conferisce un'atmosfera surreale. La vista della baia e di Alcatraz dal centro del Golden Gate merita davvero.
Per tornare in centro prendiamo un autobus fino a Fisherman Wharf e ci inerpichiamo sulla ripidissima Nob Hill fino a Lombard Street per rimanere impressionati dai tornanti fioriti di una delle strade più al mondo.
Pausa relax in hotel e cena a base di noodle e dim sum in un ristorante veramente cinese di Chinatown.
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Lunedì 23 giugno: San Francisco
Dopo colazione visita allo SFMOMA (San Francisco Museum of Modern Art) per l'esposizione di Frida Kahlo, seguita dalla visita di Ferry Plaza e della zona del porto.
Il pomeriggio, grazie all'Euro "pesante", lo dedichiamo allo shopping sia tecnologico, long life to Steve Jobs, che di ogni altro genere acquistabile.
Dopo aver portato il bottino dello shopping in albergo prendiamo un Cable Car verso Fisherman Wharf per una scorpacciata di frutti di mare freschi.
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Martedì 24 giugno: San Francisco - Monterey
La BART ci riporta all'aeroporto di San Francisco dove ritiriamo l'auto alla Hertz. Lasciamo quindi San Francisco per dirigerci a sud lungo la strada panoramica CA-1 che ci porta a Monterey, dove arriviamo verso mezzogiorno.
Dopo aver lasciato i bagagli al Blue Lagoon Inn, ci portiamo lungo la 17 Miles Drive fino a Carmel-by-the-Sea. La strada si snoda lungo 17 miglia appunto di costa veramente pittoresca, popolata da una variegata fauna marina tra cui otarie,
leoni marini, cormorani e pellicani.
La cittadina di Carmel-by-the-Sea sembra veramente carino e ci permette un pò di relax tra villette vittoriane e ombra.
Tornati a Monterey ci imbarchiamo per una whale watching cruise. L'incontro con una megattera ed il suo cucciolo che si esibiscono in salti e soffi a pochi metri da noi vale tutto il freddo patito sul ponte della barca. Si può definire senza
esagerare uno spettacolo commovente pensando a cosa continuiamo a fare a questi splendidi animali.
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Mercoledì 25 giugno: Monterey - Three Rivers
Lasciamo la costa per dirigerci a est, verso la Sierra Nevada e i suoi parchi nazionali, Sequoia & Kings Canyon e lo Yosemite. Oggi tocca a Sequoia & Kings Canyon.
Dopo 3 ore di viaggio arriviamo, lungo la Higway 180 all'ingresso ovest del parco. La prima tappa è la Grant Grove, la parte di foresta che ospita il General Grant, il terzo albero più al mondo ed eletto albero di natale
della nazione oltre che monumento nazionale ai caduti americani.
Dalla Grant Grove procediamo verso sud lungo la Generals Highway, immersi in mezzo a sequoie gigantesche fino al General Sherman, altro simbolo del parco nonchè l'albero più grosso, in termini di volume, al mondo, davvero impressionante.
Proseguiamo ancora verso sud all'interno della Giant Forest, nome veramente azzeccato, dove incontriamo mamma orsa con 2 cuccioli, fino alla meta della giornata, il villaggio di Three Rivers posto sulla Higway 198, all'uscita sud del parco, lungo le rive del Kaweah River. Qui
posso segnalare il Gateway Restaurant per una cena a base di bistecca con una bella vista sul fiume.
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Giovedì 26 giugno: Three Rivers - Oakhurst
Oggi tocca allo Yosemite National Park in cui entriamo da sud attraverso la Higway 41, dopo aver lasciato i bagagli al Days Inn di Oakhurst, nostra base di partenza per la visita del parco.
Verso le 10 del mattino entriamo nel parco e fuori dal tunnel di ingresso veniamo subito colpiti dal panorama offerto da El Capitan a sinistra (il monolite di granito piè grande al mondo) e dalle Bridalveil Falls a destra che racchiudono la Yosemite Valley. Unico
neo il caldo e una leggera foschia che vela il panorama. Seconda fermata la base delle Bridalveil Falls per ammirare queste cascate per poi addentrarci nella valle.
Ci fermiamo lungo Merced River per il pranzo al sacco assediati dagli onnipresenti scoiattoli e inaspettatamente da un esemplare di Steller's Jay, un uccello tipico del parco.
Nel pomeriggio continuiamo a piedi verso il gelido Mirror Lake, che offre una bella vista dell'Half Dome, altra cima simbolo del parco. Si continua verso un altro simbolo, le Yosemite Falls un salto di acqua di oltre 600 metri davvero spettacolare.
La visita della valle si conclude con una salita in auto a Glacier Point per godere dall'alto della vista su praticamente tutto il parco.
Torniamo a Oakhurst per la cena e un meritato sonno.
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Venerdì 27 giugno: Oakhurst - Bishop
Lasciamo Oakhurst per attraversare la Sierra Nevada e arrivare a Bishop, lungo la US 365 verso la Death Valley.
All'del parco ci fermiamo a visitare la Mariposa Giant Grove, una foresta di sequoie in cui giganteggia il Grizzly Giant, una sequoia gigante al pari dei Generali del Sequoia National Park. Qui incontriamo un esemplare di woodpecker intento nel suo lavoro.
Rientriamo nella Yosemite Valley solo per imboccare la Higway 120 che si arrampica dal fondo valle fino agli oltre 3000 metri del Tioga Pass.
Lungo la salita verso il Tioga Pass ci fermiamo lungo le sponde del Tenaya Lake, ancora spruzzate di neve, e sui Tuolumne Meadows. Questi sono una serie di
prati alpini verdissimi e punteggiati di laghetti e pozze d'acqua. Veniamo sorpresi dalle Soda Springs, sorgenti di acqua ferrosa e da un incontro inaspettato con una marmotta.
Arrivati in cima al Tioga Pass inizia una lunghissima discesa lungo la US 365 che ci porta fuori dallo Yosemite e fuori dalle montagne della Sierra Nevada. Il clima e il paesaggio cambiano
improvvisamente da alpino a pre-desertico. Il caldo inizia a farsi sentire e quando in serata arriviamo a Bishop la temperatura rimane sui 30°C.
Bagno ristoratore nella piscina del motel, pepperoni pizza e a letto.
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Sabato 28 giugno: Bishop - Furnace Creek
E'il giorno della Death Valley
La sera prima prenotiamo via Internet una stanza al Furnace Creek Ranch, al centro della valle della morte, in modo da poter visitare parte della Death Valley nelle prime ore del mattino, passare le
ore più del giorno sotto l'aria condizionata in motel, e visitare il resto della valle nel "fresco" del tardo pomeriggio.
Arriviamo a Stovepipe Wells attraverso la Highway 190, dopo aver fatto il pieno di benzina e di acqua, verso le 10 del mattino e la temperatura è sui 40°C. Ci concediamo una passeggiata lungo le dune di sabbia finissima e ci dirigiamo
verso Furnace Creek dove ci rifugiamo fino alle 4 del pomeriggio.
Usciamo alle 4 per scoprire che ci sono 48°C. Il caldo non ci ferma e guidiamo a sud verso le pozze salate di Badwater Basin, il punto più basso, circa 85 metri sotto il livello del mare, e caldo della Death Valley. Sembra di stare
su di un altro pianeta, tanto è strano il panorama offerto dalla valle della morte.
Torniamo a nord lungo la Artist's Drive, una strada in un canyon in cui minerali esposti punteggiano di strani colori le rocce circostanti. Dalla Artist's Drive ci incamminiamo a piedi lungo il Golden Canyon, che per fortuna è all'ombra, e le rovine
dell'Harmony Borax Works, una miniera di borace risalenti ai tempi del "Far West".
Arriviamo al tramonto a Zabriskie Point per godere di uno splendido tramonto. Il luogo è stato reso celebre anche da un omonimo film di Antonioni.
La serata la spendiamo al Ranch, dove dopo cena ci concediamo un bagno notturno nella piscina alimentata da una sorgente del Ranch.
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Domenica 29 giugno: Furnace Creek - Las Vegas
Partiamo abbastanza presto da Furnace Creek per evitare i 50°C del giorno precedente con direzione Sin City, alias Las Vegas, Nevada
Prima di metterci in viaggio abbiamo tempo per salire a Dante' View, per godere della vista dall'alto di tutta la valle della morte.
Scesi da Dante's View imbocchiamo la Highway 190 verso est e il confine tra California e Nevada. Alla Death Valley Junction svoltiamo verso la cittadina di Pahrump, dove sostiamo per il pranzo. Qui notiamo un personaggio tipicamente americano. Un signore in jeans e
Stetson spingere il suo carrello all'interno di un supermercato; e fin qui niente di che se non il fatto che al fianco avesse cinturone e pistola!
Da Pahrump prendiamo la Highway 160 che ci porterà dritti a Las Vegas.
L'impatto con Sin City è notevole. Dal deserto spuntano gli enormi palazzoni dei casinò attorniati dal resto della città e avvolti dall'autostrada.
Fa davvero caldo, quasi al livello della Death Valley. Lasciamo i bagagli a un Best Western motel e ci concediamo una pausa in stanza per attendere la notte di Sin City. Nella prima serata ci spostiamo sullo Strip, il viale sui cui si affacciano i principali casinò e
iniziamo il nostro giro dei principali resort. Si comincia con l'MGM Grand, con la sua ambientazione tropicale e i suoi leoni putroppo veri e costretti a passare le giornate guardando giocatori e turisti lasciare i propri dollari tra le slot machines e i tavoli da gioco.
Fuori dall'MGM entriamo al New York New York con la sua pacchiana ricostruzione della Grande Mela per poi passare al re di Las Vegas, il Bellagio e i suoi giochi di fontante. Fa pensare come in mezzo al deserto tanta acqua venga utilizzata solo a scopi ludici.
Cena a buffet e giocata alle slot machines, vincente!, al Caesars Palace. La serata è un continuo dentro e fuori dai resort, Venetian, Paris, Mirage e Treasure Island sono solo alcuni, fino a quando stanchezza e sonno prendono il sopravvento davanti ai poveri fenicotteri del
Flamingo.
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Lunedì 30 giugno: Las Vegas
Decidiamo di rimanere una seconda notte a Las Vegas per due motivi. Primo la vicinanza della Hoover Dam e del Lake Mehad generato dalla sua costruzione. Secondo la scoperta del Premium Fashion Outlet e dei suoi prezzi.
La mattina quindi partiamo verso il confine tra Nevada ed Ariziona, lungo la cui linea è stata costruita la diga. Dopo una coda per i controlli di sicurezza attraversiamo la diga in auto, parcheggiamo in Arizona e torniamo a piedi
per la visita alla Hoover Dam, voluta dal presidente Hoover durante ala Grande Depressione e un tempo la diga più del mondo. La costruzione della diga ha dato origine al Lake Mead il cui colore turchese fa bella mostra di sè tra le
pareti rocciose che lo racchiudono.
Nel pomeriggio arriva l'ora dello shopping. Come cavallette passiamo da uno store all'altro e acquistiamo talmente tanto che alla fine siamo obbligati a comprare un borsone per trasportare il bottino. I prezzi che troviamo sono veramente incredibili, altro
che saldi italiani!
La serata la passiamo lungo lo Strip tra Mandalay Bay e Luxor, dopo una cena al New York New York.
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Martedì 01 luglio: Las Vegas - Santa Barbara
Giornata di trasferimento dal deserto del Nevada alla South Coast Le miglia che ci porteranno da Las Vegas a Santa Barbara sono veramente tante, circa 400.
Lasciamo Sin City e imbocchiamo la Freeway 15 verso sud ovest. Verso mezzogiorno arriviamo a Barstow, sulla mitica Route 66. Decidiamo quindi di lasciare l'autostrada per percorrere un tratto di una delle strade più degli Stati Uniti.
Da Barstow giungiamo nell'immensa area urbana di Los Angeles. E' spettacolare vedere le corsie dell'autostrada e il traffico aumentare man mano che si arriva nei pressi di LA.
LA non è la meta di oggi e quindi attraversiamo l'area urbana per percorrere le rimanenti 90 miglia che ci separano da Santa Barbara. La US 101 che da LA va verso nord è molto panoramica e le miglia rimaste si fanno con piacere.
Arriviamo in serata a Santa Barbara, ultima meta del viaggio, giusto in tempo per una passeggiata lungo l'oceano e per una cena. Da segnalare la Santa Barbara Shellfish Company, sul pier, un locale alla mano dove servono solo piatti a base di crostacei locali a basso prezzo.
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Mercoledì 02 luglio: Los Angeles
Da Santa Barbara facciamo una gita in giornata a Los Angeles.
Prima tappa l'Holliwood Sign, uno dei simboli della città. Foto di rito alla collina per poi parcheggiare nei pressi di Hollywood Boulevard.
Ci incamminiamo lungo la Walk of Fame che è poco più di un marciapiede piuttosto sporco, in sintonia con il resto della città che risulta essere piuttosto deludente e sporca.
La passeggiata lungo Hollywood Boulevard ci porta verso il Kodak Theatre e il Grauman's Chinese Theatre, famoso per la notte degli Oscar e l'ingresso con le impronte e le firme delle star del cinema.
Dribblati gli innumerevoli sosia di attori che cercano di farsi fotografare con i turisti per qualche dollaro, torniamo all'auto per uno struscio da vip a Berverly Hills e Rodeo Drive.
Lasciamo la deludente Los Angeles lungo il Sunset Boulevard, diretti verso le spiagge. Prima tappa Venice Beach.
Con in testa le scene di Baywatch, scendiamo in spiaggia e la vista delle postazioni dei bagnini ci fa sembrare dentro un set cinematografico. Ma le similitudini con il telefilm finiscono qua. La spiaggia è piuttosto squallida e anche il lungo oceano non
è niente di più di un insieme di negozietti per turisti. L'atmosfera si salva grazie alla presenza di personaggi strani e stravaganti.
Da Venice Beach arriviamo, dopo poche miglia, a Santa Monica.Qua la situazione cambia. La spiaggia è tenuta meglio, non ci sono troppe trappole per turisti e l'immancabile pier convertito in luna park è gradevole. Dal pier riusciamo ad avvistare qualche delfino che si esibisce
in evoluzioni poco distante dalla costa.
In serata rientriamo a Santa Barbara.
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Giovedì 03 luglio: Santa Barbara
La vacanza è agli sgoccioli e la stanchezza si fa sentire. Quindi la giornata viene dedicata al relax completo nella splendida cornice di Santa Barbara
La mattina visitiamo la mission di Santa Barbara, definita "The Queen of Mission", il Presidio coloniale spagnolo e la Courthouse, con il suo campanile da cui si gode una bella vista della città e dell'oceano.
Pomeriggio di relax in spiaggia ma niente bagno, l'acqua è troppo fredda!
Ci concediamo anche il lusso di una cena da Elements, un fusion restaurant pettinato nel cuore di Santa Barbara.
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Venerdì 04 luglio: Santa Barbara
Ultimo giorno con il botto nel vero senso della parola! Infatti è Independence Day!
Santa Barbara si è rivestita di stelle e strisce e le spiagge sono zeppe di americani che preparano il barbecue.
Il proprietario del motel ci fa la cortesia di ospitare auto e valige fino a sera dandoci l'opportunità di assistere alla parata del 4th of July, lungo le vie principali di Santa Barbara.
Tutti i negozi sono aperti e quindi abbiamo tempo per un'ultima tornata di shopping, per soddisfare gli ultimi capricci.
Nel tardo pomeriggio lasciamo Santa Barbara e ci avviciniamo all'aeroporto di Los Angeles. Troviamo un motel nella cittadina di Thousands Oaks, a mezz'ora da Los Angeles, in tempo per goderci i fuochi artificiali tradizionali dell'Independence Day.
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Sabato 05 luglio: Los Angeles - Milano
Dopo una svelgia infame alle 2 del mattino, lasciamo Thousand Oaks. Consegnamo l'auto alla Hertz dell'aeroporto di Los Angeles. Una navetta ci porta al terminal, dove il volo American Airlines parte puntuale alle 7 e mezza con destinazione il JFK di New York
Dal JFK decolliamo intorno alle 18 e 30 ora locale con destinazione Malpensa, dove atteriamo alle 8 del mattino del 6 luglio.
Bye Bye America.
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