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Cuba Cuba: 28 marzo - 5 aprile 2009

 

Sabato 28 marzo: Milano - Cuba

Domenica 29 marzo

Lunedì 30 marzo

Martedì 31 marzo

Mercoledì 1 aprile

Giovedì 2 aprile

Venerdì 3 aprile

Sabato 4 aprile: Cuba - Milano

 
 

Sabato 28 marzo: Milano - Cuba

Partenza da Milano Maplensa, Terminal 1, con volo Livingstone/Lauda Air per Holguin, Cuba. Il volo è in perfetto orario e arriviamo all'aeroporto di Holguin alle ore 14:55, ora locale.
Sbrigate le lunghe pratiche di ingresso alla dogana (fate attenzione ad aver compilato più il modulo di ingresso!), incontriamo la guida locale della Press Tours che accompagna noi e altri 6 fortunati al Playa Pesquero di Guardalavaca, il nostro hotel. Arriviamo allo splendido Playa Pesquero 1 ora e mezza dopo, in tempo per una capatina in spiaggia e ammirare il primo gran tramonoto cubano.

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Domenica 29 marzo

Sveglia, colazione e subito in spiaggia. Il mare, nonostante non sia il Mar dei Caraibi ma l'Oceano Atlantico, è splendido anche se un pò freddo. Maschera e pinne e via in acquario. Dopo pranzo, breve incontro con la guida locale e poi ritorno in spiaggia. Niente fatiche, per i primi giorni ci si gode il sole, il mare e tutto quanto offre il Playa Pesquero


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Lunedì 30 marzo

Giornata replica della precedente. Il tempo è splendido e il relax è assicurato. Scopriamo altri punti dove fare snorkeling direttamente dalla spiaggia dell'hotel.

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Martedì 31 marzo

Giornata replica della precedente. Il tempo è splendido e il relax è assicurato. Scopriamo altri punti dove fare snorkeling direttamente dalla spiaggia dell'hotel.

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Mercoledì 1 aprile

Oggi decidiamo di prendere un bus per Guardalavaca, il paese più vicino all'hotel. I trasporti cubani sono ridotti al minimo. Non esiste praticamente un sistema di trasporto pubblico, le poche auto sono vecchie auto made in USA anni '50, e in strada si vede di tutto, carretti di ogni sorta, vecchi camion trasformati in stipatissimi bus. Curiosa figura è quello dell'hombre amarillo, un funzionario del governo in divisa gialla che ferma i mezzi più vuoti e li stipa di autostoppisti, unica vera forma di trasporto pubblico.
Dopo una breve sosta ad una piuttosto pacchiana ricostruzione di un villaggio Taino, la civiltà precolombiana che abitava l'isola, arriviamo a Guardalavaca, un paese con casermoni in pieno stile sovietico, diversi resort e un mercato per turisti.
Torniamo al Playa Pesquero per pranzo e ci godiamo uno splendido pomeriggio di mare e sole.

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Giovedì 2 aprile

Sveglia alle 6:00, niente colazione e via in bus verso Santiago de Cuba, la seconda dell'isola.
Il viaggio verso Santiago dura circa 2 ore e mezza, a causa delle pessime condizioni delle strade e della presenza di ogni sorta di veicolo a motore e non presente sulla carreggiata. Percorrendo il tragitto verso Santiago, notiamo un paese praticamente in ginocchio, con le poche fabbriche operative praticamente inattive con gli operai nullafacenti sparsi in giro.
La guida locale ci spiega che in piena aderenza alla visione socialista, ogni cubano, dall'ultimo operaio al primo dei medici, percepisce lo stesso stipendio di circa 25-30 pesos convertibili al mese (il peso convertibile è la valuta locale, che affianca il peso cubano, e ha valore pari a 1 dollaro USA). Ciò può essere corretto se lo stipendio risulta sufficiente per vivere dignitosamente. Nella pratica si percepisce un senso di povertà diffuso sebbene i servizi di base, sanità e istruzione, siano di ottimo livello.
L'itinerario verso Santigo ci porta a una sosta alla baia omonima dove visitiamo il Castillo del Morro, un forte spagnolo molto ben tenuto e conservato posto a guardia dell'ingresso della baia, che si affaccia sul Mar dei Caraibi.
Lasciato il Castillo del Morro, arriviamo dopo poco a Santiago de Cuba.
La città è fondamentalmente una baraccopoli che si sviluppa intorno al centro cittadino.
La visita inizia dal Cementerio Santa Efigenia, dove assistiamo al cambio della guardia alla tomba di di Josè Martì poeta cubano ed eroe nazionale dell'indipendenza.
Prima di pranzo facciamo una fermata alla caserma del Moncada, monumento nazionale e teatro del primo attacco di Fidel Castro che dà formalmente inizio alla rivoluzione castrista.
Dopo pranzo visitiamo il centro storico, caratterizzato dalla presenza della bella cattedrale, purtroppo inaccessibile, e da alcuni palazzi interessanti dal punto di vista architettonico.
La visita di Santiago termina con la Plaza de La Revolucion, caratterizzata da un monumento di Antonio Maceo, dedicato ai protagonisti della rivoluzione socialista.
Immancabili ovunque i manifesti di propaganda del regime inneggianti a Fidel Castro e a Ernesto Che Guevara.

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Venerdì 3 aprile

L'ultima giornata piena a Cuba la trascorriamo in facendo un'escursione a Cayo Naranjo, una baia a qualche chilometro da Guardalavaca, sede di un acquario natuarale in cui è possibile nuotare con i delfini.
Decidiamo di arrivare a Cajo Naranjo via mare. Ci rechiamo quindi con un gruppo di Canadesi al porticciolo di Guardalavaca dove un catamarano ci porta, dopo un'ora di navigazione a destinazione.
Durante il tragitto, il catamarano si ferma ad una barriera corallina per permetterci di fare dello snorkeling che assolutamente vale il prezzo pagato per il catamarano.
Arrivati a Cajo Naranjo, una lancia ci trasferisce al molo sede dell'acquario. Veniamo divisi in piccoli gruppi e, assieme ad altri 4, scendiamo in acqua, accompagnati da un addestratore. Qui incontriamo la nostra compagna di nuotata, Onca, una delfina di circa 30 anni in fase di addestramento.
L'esperienza di nuotare con Onca è quasi commovente, la delfina, sebbene un pò irruenta e indisciplinata, ha comportamenti tali da sembrare umana. Uscire dall'acqua e salutare Onca è stato difficile.
Al termine della nuotata ci concediamo un pranzo a base di aragosta prima di tornare al catamarano ed al Playa Pesquero.

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Sabato 4 aprile: Cuba - Milano

Si ritorna a casa. Il volo è alle 14:35 oracubana e ci lascia ancora una mezza giornata al caldo sole di Cuba e il tempo per qualche bracciata nello splendido scorcio di Oceano di fronte al Playa Pesquero. Il volo parte da Holguin con un'ora di ritardo e dopo uno scalo tecnico a L'Havana si ritorna in Italia.

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